Chiudersi su un videogioco come ai bei vecchi tempi, con chi ti sta dietro e soffre di ogni tua sconfitta come di una sua sconfitta, con chi gode del tempo passato insieme come nessun altro e con chi, seppur nella disgrazia della partita, sa essere così sportivo da darti il cinque dopo un match meraviglioso.
La sera, sentire il pollice che fa un male cane per tutte le combo e le ditate tirate sul joystick di cattiveria, come se cambiasse qualcosa, se la supermossasegreta facesse ancora più male al povero avversario di turno. Avere momentaneamente otto anni in un corpo che ne ha ventidue.
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