Saturday, May 12, 2012

Quello che vuoi, quello che pensi

Mi sono sempre considerato uno nel mucchio. Almeno finchè non ho cominciato con le arti marziali, e con quel lento processo che ha fatto di me quello che sono, che mi ha spinto a riprendermi la mia vita e, per citare Nietzsche, "divenire ciò che sono, e nient'altro". Ho parlato, ho detto cose di cui posso pentirmi, ho compiuto atti che altri condannerebbero, come ho detto cose meravigliose comportandomi in maniera cavalleresca.

Mia nonna diceva "La vita è fatta a scale, c'è chi scende, e c'è chi sale"; capita di ritrovarsi a dare una culata, prima o poi. Oggi ho letto il post di Erika, ed è come dice lei. La gente non parla, non dice, non fa quei gesti caratterizzanti dell'animo umano. Non coglie la cifra della vita.

Se tutti esternassimo un po' di più, questo sarebbe veramente il migliore dei mondi possibili, come ipotizzava Leibniz. Andate stasera, dai vostri figli, dalla vostra partner, dal vostro uomo, e ditegli "ti voglio bene". Andate dal vostro capo, e spiegategli che "quella cosa non si può fare per tali motivazioni". Portate avanti le vostre ragioni, perchè se non lo fate voi a questo mondo, nessun altro si incaricherà di farlo al posto vostro.

Ed è giusto così.

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