Ed eccomi qua a raccontarmi, ancora una volta, mentre il focolare consuma la sua fiamma e il computer aggiorna il software, come al solito.
Come alla fine del giorno, come alla fine dei giorni. Solo che stasera, rispetto alle altre, c'è qualcosa di diverso: ho tagliato i capelli. Ormai cominciavo quasi a sentirli parte integrante di me, i miei capelli, parte di ciò che sono (e lo sono effettivamente - ma questa è un'altra storia e merita una tastiera migliore, come mi disse una volta un amico), e questo taglio per me è qualcosa di simbolico che trascende il mero spazio di quindici centimetri tra dove si trova adesso la punta del capello, e dove si sarebbe trovata se non fossero passate le forbici.
È un periodo. Bello? Brutto? È un periodo. È un periodo di transizione, per me, di forte cambio, e non potevo continuare a tenere una capigliatura che rappresenta ormai solo una parte di ciò che mi ribolle dentro; è per questo che ho accorciato la mia chioma: mi sento diverso. Il cambiamento della mia personalità necessita perciò di essere assecondato da un cambiamento anche nel mio modo di vedere le cose e vedere me stesso. Il minimo sindacale di lunghezza, al tempo stesso anche il minimo perchè non mi dia fastidio la tracolla.
E poi ci voleva, un reboot.
ma sai, così è anche più comodo, più facile da lavarli, pettinarli (volendo).
ReplyDeleteBeh quello senza dubbio è il pro. E poi adesso sembro Steven Wilson.
ReplyDeleteCi sono passato anche io, il passaggio da capellone ad ex-capellone è sempre un momento importante ;)
ReplyDeleteIo ho fatto un po' il contrario.All'origine li portavo lunghi, poi sono stato quasi 3 anni rasato a zero e da un anno non me li taglio e porto le treccine. Non ho intenzione di tagliarmeli finchè li ho :D
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