Friday, November 18, 2011

Il ragù che ci tenne incollati al monitor

Qualcosa di epico, ciò che ha visto protagonisti noi del socialnetuorc più amato dagli italiani fancazzisti. Eravamo io, Mario, e un sacco di altra gente, e si dovevano decidere le sorti dell'annosa competizione denominata #CIOMP, ossia il Primo Campionato FìFì Sughi per Pastasciutta e Affini; lo scontro era infuocato, nell'arena: Ragù alla bolognese VS Pesto alla genovese.

Senza remore, senza timori, noi si è duellato. Si, noi si è duellato per segnare le pelli dell'altro schieramento, ognuno con la propria fazione. Le brigate del rosso ragù, impavidi temerari bovinivori, le cui ombre vermiglie si stagliano contro il sole in un imperioso "ho fame", contro l'esercito del verde pesto,  le figure color speranza dei quali incutono timore e rispetto agli avversari. Non ci avrete, è stato il grido reciproco, non vincerete, abbiamo tutti avuto modo di udire per bocca dell'altro accanto a noi. Eppure, si è giunti a una conclusione.

E si perchè dopo ciò che sembrava una battaglia persa, un manipolo di prodi riuniti in quelle che erano le Termopili dei sughi, lentamente il divario incolmabile, il differenziale tra le preferenze, il baratro tra uno schieramento e l'altro, ha iniziato ad assottigliarsi; ed è stato così che dopo un'estenuante opera di convincimento del valoroso popolo portata avanti da numerosi generali delle brigate carnivore, si è arrivati alla meritata (e cos'altro, sennò) vittoria. Lucah, Cyb, Laura, ed infine Gianluca il cui voto è stato decisivo per la nostra imposizione sui temibili aguzzini di verdi pascoli di montagna, voglio ricordarli come compagni di squadra che hanno saputo dire NO a chi sin dall'inizio della lotta ha tentato di imporre la sua presenza. Votate ragù. Votate la gioia. Abbiamo vinto.

Tuttavia, in questa sede, un elogio ai guerrieri della fazione avversaria è doveroso e sentito: si sono battuti con tenacia, dimostrando che non è vero che se mangi pesto al posto del ragù necessariamente sei gracile e piccolo, che non è vero che il nutrimento a base di erbe e aromi e frutti dei più bizzarri possa condurre ad una vita fatta di sottomissione. Il loro è stato un grande gesto, una grande battaglia, ma il ragù l'ha avuta vinta. Perchè il ragù significa famiglia, bellezza, opulenza. E nonostante questo, voglio spendermi ancora, per un'ode al pesto, che nonostante venga - ed è dimostrato adesso - in secondo piano rispetto al nobile condimento di carne, sa comunque rivelare la propria bontà anche a chi non è addentro a quelle meraviglie.

Ciononostante, e qui concludo, celebriamo il ragù e la sua vittoria. Una vittoria che simboleggia un mondo libero, soleggiato, fatto di tavolate e tavolate di uomini che ridono, scherzano, e festeggiano in allegria senza lasciare che la vita avvilisca il loro spirto.

Viva il ragù. Viva la vittoria.

1 comment:

  1. Come pastafariano mi verrebbe da dire W la Pasta, W la Salsa, RAmen.
    In alternativa ci sarebbe FSM, sempre sia condito, RAmen.

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