Friday, November 4, 2011

Breathe in, breathe out

Evidentemente la stabilità per te non è di questo mondo. Invece di goderti il presente appieno, continui a pensare al futuro, ai miei esami, al ritmo che mantengo e a un sacco di cagate simili che non fanno che avvelenarti la testa.
Evidentemente non faccio abbastanza, dovrei fare di più. Non basta che io alla mia età sia il partecipante più giovane a una qualsiasi delle conferenze e dei workshop che seguo da diverso tempo, non basta che io abbia contatti nelle più disparate società, non basta che mi piovano offerte di lavoro in testa perchè evidentemente le mie capacità sono ben quotate all'interno del mio settore, no. Sei ancorata alla società tradizionale, dove bastava "il pezzo di carta", quella società che a me fa schifo e che fa ancora più schifo alle attuali realtà professionali le quali a prescindere dalle condizioni di schiavismo a cui sottomettono i lavoratori, lamentano in ogni caso un'incapacità tecnica generale dei laureati nella mia disciplina.

Non capisci.

Non capisci che sto tentando disperatamente di non finire col culo per terra, condanna che già pende sulla testa di quasi tutti i miei coetanei. Così quando torno a casa, oltre ad essere frustrato per il fatto che non vedrò mai una pensione degna di questo nome, devo anche stare a sentire i tuoi rimbrotti, sul fatto che non faccio abbastanza esami, sul fatto che ho un ritmo assolutamente lento, sul fatto che l'ultima sessione ho tentato le due materie che odio di più, e ovviamente le ho cannate entrambe perchè, diamine, come si può riuscire bene in qualcosa che si odia?

Però poi ti piace farti piena la bocca del mio nome, dire che sei mia madre, dirti fiera del mio lavoro e del mio operato, quando sono al centro dell'attenzione; no, non ci sto. O tutto o niente.

E se non ti va giù che io abbia qualche debolezza, qualche incertezza su dei maledetti esami universitari, allora scegli niente, perchè saresti ipocrita a dirmi che ti prendi tutto, senza problemi.

3 comments:

  1. Eh, son problemi di tutti gli studenti universitari, my friend... non serve dirgli: "se non ci provi DI PERSONA non riuscirai mai a capire", perchè si lamenterebbe dicendo che Tizio Caio prende tutti 28, 29 e 30 agli esami, o che non t'impegni abbastanza, oppure "chissà cosa fai in quella stanza col PC anzichè studiare quando non ti vedo".
    Potrei continuare all'infinito, ne ho sentite di tutti i colori...

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  2. E ti capisco Alessio, anche io lo scorso semestre ho cannato due materie (era un esame da 12 CFU) e subito mio padre "Non sarebbe meglio cercare un lavoretto.."

    Certe volte i genitori sono strani, prima ti invogliano a prendere il "pezzo di carta" a tutti i costi, poi appena ti vedono tentennare è come se volessero rimetterti dentro una campana di vetro per evitare un "ipotetico fallimento", una sorta di protezione del loro bambino. Io pensavo che questa fosse una prerogativa delle mamma del sud e invece forse c'è traccia di tale comportamento anche da voi.

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  3. Coraggio Alessio,

    é successo anche a me.. ti chiedono sempre di piú, i genitori pensano che i nostri esami siano uguali a quelli degli altri dove basta studiare e se non li superi é perche non ti sei impegnato abbastanza...

    Magari adesso é cosi, ma ti assicuro che poi nel mondo reale del lavoro del settore IT, non é solamente il pezzo di carta ció che conta, ma soprattutto abilitá o capacitá come quelle che tu hai, e che nei giovani di adesso non é facile trovare...

    E poi, vedrai che arriverá anche il momento dove i tuoi vedranno che avevi ragione scegliendo la strada che hai fatto... ;)

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