Saturday, October 8, 2011

Ciò che puoi e ciò che vuoi

Mi ricordo di quando ero piccolo. Facevo tenerezza, ero un bambino, nessuno si aspetta niente da un bambino se non che stia sereno. E che faccia cose senza senso come far finta di studiare cose che non gli interessano. Il problema iniziò alle elementari: "Signora, suo figlio è intelligentissimo ma non si applica, è pigro e svogliato".

Proseguì alle medie: il massimo risultato commisurato al minimo sforzo, spesso sufficiente a malapena per la sufficienza. Al liceo, stessa solfa, ma con un pizzico di soddisfazione in più: sono stato capace di trovare passioni che mi stimolassero, mi dessero da fare, e non mi alienassero nell'attività triste dello studio del già noto a tutti.

Adesso, e lo dico con un pizzico d'orgoglio, ho vent'anni. Studio Ingegneria Informatica con discreti impatti nella mia vita professionale (mi è utile e mi stimola), sono un blogger di HTML.it, ho un blog personale non sconosciuto, e ieri sera ho presentato il mio primo progetto per una società sostenibile basata sui valori dell'open culture.

Scusate, vorrei dire alle mie maestre delle elementari che se ne possono anche andare un po' a cagare.

5 comments:

  1. Alessio!
    Premesso che seguo con attenzione le tue attività (bloggistiche e non), dai le maestre facevano (e continuano a fare) il loro lavoro.
    A me è capitato parecchie volte dover raccontare cose a gente che non era interessata ma doveva stare lì; magari pensare a chissà cosa ma stare lì seduto in silenzio. spiaceva anche a me.
    Tutto ciò premesso sono contento che adesso la scuola ti piaccia e stimoli.
    (sai a volte non vecchi ci lasciamo andare in tiritere, anche a sproposito

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  2. Certo che facevano il loro lavoro, le maestre delle elementari, e lo facevano molto male. Mi dicevano di volare basso, e per fortuna che non ho mai ubbidito.

    Viceversa ho anche incontrato, nella mia carriera scolastica, professore in grado di stimolarmi sia riguardo la loro materia che riguardo la loro visione di me nel mondo. Guarda caso avevo dei voti ottimi con loro. (Come la mia prof di matematica in terza media, great job)

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  3. Avevo frainteso. E sono contento di com'è davvero la tua situazione.
    Però non è sempre facile insegnare, ti porto un esempio, attuale. Da noi ci sono i padani, à la Calderoli: più studi più diventi scemo, devi solo lavorare e prendertela con i forestieri (tutti quelli che non conosci). Pensa a insegnare a questi bambini. E se in mezzo c'è qualcuno come te allora si trova frenato. Se vuoi te ne presento qualcuno, troppi.

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  4. Abito nel secondo paese d'italia in ordine cronologico iscritto al partito fascista.
    Pensa come può essere stato difficile per me crescere palesando per spavalderia iniqua i miei ideali (e della mia famiglia) di libertà, fratellanza, antropocentrismo. Avevo un'intera scuola contro; fortunatamente al liceo ho cambiato paese, ché non ne potevo più :D

    Capisco quindi quello che dici, anzi, ti dirò che ce l'ho proprio sulla pelle, impresso a fuoco. Magari aver avuto te come insegnante: sono sicuro che saresti stato come quei professori universitari con cui ho stretto un bel rapporto nell'ultimo anno e che mi stanno dando esperienza da vendere con qualsiasi macchina, dal Mac Lisa al blade del centro di calcolo. ;)

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  5. Pensate che io tutti gli anni tra ottobre e novembre vado in depressione, non capivo il perché. Poi mi sono dato una spiegazione: ho il riflesso pavloviano perché era il periodo in cui c'erano i colloqui.

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