Caro vicino di casa, che ti godi tranquillamente il tuo nipotame in giardino, mandando a giocare le piccole belve in giro e non guardandole minimamente costringendo, così, le povere creature a dover urlare per attirare la tua stramaledetta attenzione, ebbene, tu che ostenti con orgoglio il tuo status di nonno, per poi disinteressarti della tua prole l'attimo dopo, sappilo.
Sappi che quei due maledetti marmocchi hanno una voce che sfiora l'ultrasuono, e le mie orecchie di ventenne non hanno la bassa soglia dimostrata dalle tue, da settantenne. Perciò, stai con la tua famiglia, fai giocare i nipotini, e salva i miei timpani. Te ne prego.
[...] ebbene si, sono tornato a scrivere del perfido vicino, quello della lettera aperta. E questa insomma, non è esattamente una lettera aperta però se lui leggesse le mie [...]
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