Tuesday, January 6, 2009

A new beginning

No, non c'entra nulla, il titolo, con l'omonima canzone dei Dominici. Anche se forse come colonna sonora di questi giorni potrebbe andare più che bene.

Che dire: sono tornato da Legnago a Palestrina, e il risveglio da quel dolce sogno è stato terribile; a dir la verità, ho pensato per sei giorni che fosse un sogno, talmente bello era il tutto, e quando mi sono reso conto che era una cosa reale, era già il giorno del mio ritorno. Anche se qualche santo in cielo ha voluto che il mio treno fosse soppresso e io dovessi tornare un giorno dopo.

Certamente è stato il giorno più bello della mia vita, ma l'indomani è stato terribile.

La mattina, alle cinque, eravamo già in stazione, io lei, i suoi genitori; siamo stati insieme, abbiamo chiacchierato, abbiamo scherzato, e quando è stata l'ora, mi hanno accompagnato al binario. Dopo i saluti, se ne sono andati lasciando soli me e la mia dolce metà, la quale mi ha scortato fino alla carrozza nove. Ho sistemato i bagagli dopo averle dato un bacio, e ho fatto per scendere a salutarla come si deve.

STATACLUNCH.

Porte chiuse.

Al che sono andato al finestrino, e lei era là fuori, al freddo. Una lacrima solcava la sua guancia. Io dentro, al calduccio del treno, ma con una forte volontà di soffrire il freddo insieme a lei, lì fuori, ancora insieme, ancora per qualche secondo. O chissà, forse per sempre. Mi ha mandato un bacio. E mentre lo ha fatto il treno si è mosso.

Dopo aver ascoltato Solitary Shell dei Dream Theater per quattro ore, sono tornato a casa. Ho pianto decine di volte, al telefono con lei, ma anche no; ho fatto una doccia, e le mie lacrime si sono confuse con l'acqua che scrosciava incessante. Mi sono svuotato di tutte le lacrime, e in fondo è rimasta solo la voglia di rivederla.

La voglia di stare insieme.

Per sempre.

E godersi i piccoli momenti di vita quotidiana.

Quando lei mi guardava mentre mi radevo. Quando io la guardavo rifare il letto.

Quando facevamo colazione insieme.

Quando mi svegliava e si infilava sotto le coperte, abbracciandomi come se dovessi sparire da un momento all'altro.

Quando mi guardava stare al computer, a leggere il planet di ArchLinux.

Quando mi baciava dopo aver messo il burro di cacao alla mandorla, che odiavo con tutto il cuore, ma vorrei assolutamente risentire, oh se lo vorrei. "Ti ci puoi giocare le palle ai dadi" direbbe John Wayne.

14 comments:

  1. /* Oddio, la faccina di WP non è esattamente quello che volevo esprimere... Il mio era solo un sorriso di comprensione, tutta l'anima del mio commento, non avendo altro da dire... */

    ReplyDelete
  2. /* Oddio, la faccina di WP non è esattamente quello che volevo esprimere... Il mio era solo un sorriso di comprensione, tutta l'anima del mio commento, non avendo altro da dire... */

    ReplyDelete
  3. @Piplos: Ho capito benissimo. Ormai non c'è bisogno di parole ;)

    ReplyDelete
  4. @Piplos: Ho capito benissimo. Ormai non c'è bisogno di parole ;)

    ReplyDelete
  5. @Piplos: qualcuno che capisce il nostro dolore da innamorati lontani *si asciuga lacrimuccia*. Ho pianto quando ho letto questo post, perchè era esattamente quello che avevo pensato io quando il treno si è mosso.. Telepatia amorosa? :)

    ReplyDelete
  6. @Sara: Per quante persone ci sono che non capiscono il nostro amore, ce ne sono tante altre che lo comprendono alla perfezione.
    Compreso Piplos :)

    ReplyDelete
  7. @Piplos: qualcuno che capisce il nostro dolore da innamorati lontani *si asciuga lacrimuccia*. Ho pianto quando ho letto questo post, perchè era esattamente quello che avevo pensato io quando il treno si è mosso.. Telepatia amorosa? :)

    ReplyDelete
  8. @Sara: Per quante persone ci sono che non capiscono il nostro amore, ce ne sono tante altre che lo comprendono alla perfezione.
    Compreso Piplos :)

    ReplyDelete
  9. Ho letto tutto l'articolo senza staccare per un istante l'occhio dal monitor. Per quanto possa essere banale una frase del genere, ti sono molto vicino.
    Non smettere mai di crederci, la speranza è viva. La sofferenza è solo una conseguenza, vuol dire che quello che provi per lei è molto importante.

    Ne approfitto per aggiungere che scrivi veramente bene, davvero. Tante belle cose :)

    ReplyDelete
  10. Ho letto tutto l'articolo senza staccare per un istante l'occhio dal monitor. Per quanto possa essere banale una frase del genere, ti sono molto vicino.
    Non smettere mai di crederci, la speranza è viva. La sofferenza è solo una conseguenza, vuol dire che quello che provi per lei è molto importante.

    Ne approfitto per aggiungere che scrivi veramente bene, davvero. Tante belle cose :)

    ReplyDelete
  11. @Giorgio: Senza dubbio quello che hai scritto non è banale, soprattutto se detto da te che mi leggi da tempo.
    Se la speranza non fosse viva, a quest'ora sarei già sotto un ponte gridando, invece mi sono ripreso e non vedo l'ora che arrivi la prossima volta; se devo soffrire per qualcosa, sono felicissimo che sia per questo motivo, e non per cause di immensa tristezza.

    Grazie per i complimenti, che ormai stanno diventando sempre più rari.
    Quindi quelli che ricevo me li godo sempre di più ;)

    ReplyDelete
  12. @Giorgio: Senza dubbio quello che hai scritto non è banale, soprattutto se detto da te che mi leggi da tempo.
    Se la speranza non fosse viva, a quest'ora sarei già sotto un ponte gridando, invece mi sono ripreso e non vedo l'ora che arrivi la prossima volta; se devo soffrire per qualcosa, sono felicissimo che sia per questo motivo, e non per cause di immensa tristezza.

    Grazie per i complimenti, che ormai stanno diventando sempre più rari.
    Quindi quelli che ricevo me li godo sempre di più ;)

    ReplyDelete