Tuesday, December 16, 2008

Una immaginaria parabola discendente.

Alla sera mi sovvengon così tante cose,
che scriver tutte non le posso.

È così, alla sera (inizio in stile foscoliano, uau) mi rivengono i mente tutti gli eventi trascorsi nell'arco di un giorno, e penso di scriverli tutti, ma alla fine non trascrivo in questo mio bel blocco un bel nulla.

Ma questa la devo raccontare, sia per non scordare da parte mia quanto possa essere brutto il lavoro di professore, sia per documentare come l'insegnamento causi un improvviso e precoce morbo di Alzheimer.

Oggi c'erano i colloqui, no? E io, ovviamente, sono andato a scuola assieme a mia madre per sentire cosa avevano da dire i professori riguardo il mio andamento scolastico che, sinceramente, tranne qualche piccolo incidente, mi soddisfa abbastanza.

Arrivando, abbiamo colloquiato in pace con alcuni professori, un po' meno in pace con altri, finchè non ci siamo recati a parlare con la mia professoressa di Italiano e Latino, donna che io stimo tantissimo, ma che stavolta l'ha veramente fatta grossa.

Ha infatti cominciato a parlare di un mio cinque all'orale. Sapevo di averlo preso, ma ciò che ha inficiato maggiormente sull'esito del colloquio è stato il fatto che io avessi preso sei nell'orale di Latino.

Ora, spiego come funziona con la mia prof: lei non ci dice i voti, ma ci lascia un ampio margine di fantasia riguardo questi ultimi. Alla fine della mia interrogazione lei aveva detto "va bene", e io ho immaginato di aver preso almeno sette, dato il fatto che l'anno scorso il suo "va bene" nei miei confronti andava da un sette pieno a sette e mezzo.

Adesso sei. Bah. E comincia a dire che non prendo appunti, che sto meno attento. È vero, non lo nego. Sono innamorato, chi mi legge da tempo lo sa e lo ha appurato, oltretutto in questo periodo la mia vita sta subendo delle svolte in positivo. E adesso sei. Quello che mi ha fatto riflettere un attimo è stato questo voto, e non il cinque in italiano che so di meritare. Sei. Boh.

Continuando ad arrovellarmi, sono arrivato alla conclusione che dopo un'analisi a posteriori, la mia interrogazione risulta identica a quelle dell'anno scorso. Non capisco veramente da cosa sia stato determinato il sei. Non lo accetto, no.

Ecco perchè ho parlato di Alzheimer. In Italiano ho subito un calo, in Latino no.

E in tutto ciò, chi ci va di mezzo sono io.
Signora mia, questi professori ci fanno penare più dei nostri figli stessi.

4 comments:

  1. Consiglio da prof. In classse ruotare sul piano azimutale di 90° in senso orario e portarsi in direzione della cattedra e lavagna.Procurarsi un foglio di carta,anche straccia, e metterla sotto ad una penna.
    Perchè gli occhi e le orecchie percepiscono e la penna opportunamente indirizzata trascrive le sensazioni e le proposte educative e didattiche.
    C'è sempre un domani per iniziare...

    ReplyDelete
  2. Consiglio da prof. In classse ruotare sul piano azimutale di 90° in senso orario e portarsi in direzione della cattedra e lavagna.Procurarsi un foglio di carta,anche straccia, e metterla sotto ad una penna.
    Perchè gli occhi e le orecchie percepiscono e la penna opportunamente indirizzata trascrive le sensazioni e le proposte educative e didattiche.
    C'è sempre un domani per iniziare...

    ReplyDelete
  3. @Felice: cosa sono, codesti metodi arcani e sconosciuti ai più? Mi sta forse consigliando di prendere appunti? Tenterò :)

    ReplyDelete
  4. @Felice: cosa sono, codesti metodi arcani e sconosciuti ai più? Mi sta forse consigliando di prendere appunti? Tenterò :)

    ReplyDelete