Credo che questa sia la parola che mi rifletta in questo periodo. Ho sempre usato versioni unstable dei miei programmi preferiti, comanche delle mie distro, mantenute tutte aggiornate al ramo che porta il suddetto nome; adesso capisco cosa sta dietro la parola "unstable".
In informatica l'aggettivo indica un programma affetto da malfunzionamenti e bug, quindi non pienamente stabile.
Nella mia vita, questa parola ha assunto un significato mistico: sono sempre stato attratto, in informatica a non, dallo stile borderline, e come prova adduco la mia Debian, e la mia Ubuntu. Realisticamente parlando, mi sento veramente unstable.
Persone hanno sconvolto la mia vita, eventi mi hanno frastornato. E credo che forse ci sia qualche bug in me. Non malfunzionamenti, ovvio, io sono una macchina perfetta; ma forse non posso far parte di questo mondo.
Periodo totalmente negativo questo, e non avendo recuperato storia dell'arte quell'idiota mi viene a dire "ma la tua situazione vacilla". Ho forse perso il mio caratteristico ottimismo? O si sta presentando un problema strutturale?
Non lo so. Ricorro al debug prima del caos.
E' in periodi come questi che si testa la resistenza interiore.
ReplyDeleteNon mollare mai.
E' in periodi come questi che si testa la resistenza interiore.
ReplyDeleteNon mollare mai.
Lo spero, amico mio, lo spero.....
ReplyDeleteLo spero, amico mio, lo spero.....
ReplyDelete